La Pietra di Trani

La roccia calcarea generalmente nota al pubblico come Pietra di Trani si rivela uno dei materiali da costruzione più importanti ed utilizzati in Puglia come nel mondo sin dai primi insediamenti antropici. Il sottosuolo del circondario di Trani si presenta ricco di tale materiale calcareo e ciò ha importato negli anni il localizzarsi di un ampio agglomerato industriale sia per l'attività estrattiva che per la lavorazione; configurando una delle aree fra le più attrezzate e competitive dell'intero mezzogiorno d'Italia, derivandone la costituzione di un indotto che da importanza e possibilità di crescita industriale a tutte le aziende con ricaduta in ambito nazionale come internazionale.

Le località di estrazione, le cave, sistemi di abbattimento e usi

La roccia calcarea in questione si estende nel sottosuolo di pressoché tutto il nord ovest della terra di Bari fino a toccare punte del promontorio del Gargano e dell'altopiano delle murge. L'estrema porosità del materiale, tanto da importare per l'intera regione l'appellativo di "Puglia sitibonda" importa la quasi totale circolazione delle acque solo negli strati di falda più profondi di modo che tale mancanza di circolazione di acque nello strato superficiale del sottosuolo favorisce la possibilità di affioramento cretacico.

Vari studi geologici hanno rilevato la presenza in tali stratificazioni della pietra di calcari dolomitici oltre che di vere e proprie dolomie cristalline soprattutto nella parte superiore in associazione a banchi calcarei bianchi di grosse dimensioni, laddove è la stratificazione di calcareo ugoniano avviene a consentire l'estrazione della pietra di Trani, mentre in alcune zone della provincia e specificatamente nella zona di Contrada Lamadoro la stratificazione è verosimilmente riferibile al periodo Giurassico. Nella stessa zona viene prelevato un materiale di certo non idoneo alla commercializzazione di pregio, ma pur tuttavia per la sua colorazione più scura e la caratteristica bituminosa viene richiesto sul mercato soprattutto per zoccolature e pavimentazioni. In altre località la stratificazione del sottosuolo appare decisamente netta con spessori che vanno dai 10 cm ad un metro con colori molto spesso che variano dal bianco, al bianco sporco, avorio , rossastro e grigiastro pallido. Infine si può affermare grazie all'esito di una molteplicità di studi ed analisi la presenza in tali materiali di calcare detritico ed oolitico che caratterizzano un ambiente di facies litorale.

Cenni Geologici

Quanto al materiale è possibile distinguere in linea di massima tre grandi varietà distinte fra loro per durezza e sfumature di colore. Una situata fra Trani e Corato di colore grigiastro, omogenea, cristallina ma poco richiesta dal mercato. La seconda , molto più diffusa, di colore chiaro tendente all'avorio meno compatta chiamata in gergo pietra viva. Ed infine la terza localizzata fra Trani e Bisceglie non molto compatta, quasi tenera, di colore biancastro e ricchissima di resti fossili. Quindi possiamo affermare che la varietà di pietra maggiormente utilizzata è la cosiddetta pietra viva, estratta per la maggiore in cinque località ovvero: S. Elena, S. Angelo, Puro, Petrarello e Montericco tutte al massimo distanti 5 km da Trani. Le cave, più o meno simili, presentano strati di spessore variabile. Talvolta fra gli stessi è possibile trovare piccoli strati di argilla rossastra o verdastra seguiti da grandi fratture che consentono i passaggi delle acque delle falde acquifere. Per distinguere i vari strati si sono adottati negli anni nomi per le varie mani (strati) fra cui Bove, mano del palmo, taddone, due meno un quarto i due zucca rese, massello, vaccone ecc. In tutte le località citate le mani si ripetono quasi sempre con la stessa successione , può presentarsi al massimo in alcuni casi che un determinato strato risulti avere uno spessore diverso rispetto alla norma. Infatti in contrada Puro gli strati più utilizzati per il loro spessore sono il due meno un quarto e il massello; mentre in contrada Gesù Maria si distinguono il bronzetto, il venato rosso e il patanoso. Il colore e l'aspetto della pietra quindi vanno a dare il nome al prodotto susseguentemente commercializzato cosi da poter parlare delle varietà cioccolato, ondagata, perlato, avorio, ceruleo, neretto, ecc. Quello del cavatore è sempre stato un mestiere molto rischioso, specialmente allorquando l'estrazione e il trasporto del marmo verso effettuati con mezzi rudimentali o con l'impiego di esplosivi laddove mentre nelle cave di Trani il marmo viene estratto attraverso escavazioni nel sottosuolo. Altre cave della penisola conoscono invece tecniche di estrazione attraverso l'abbattimento delle pareti montuose impedendo il ripristino dello status quo ante come invece avviene, o dovrebbe avvenire, per le cave tranesi. Attualmente l'estrazione avviene naturalmente all'aperto, col sistema a gradini dritti cosi da agevolare l'estrazione anche in orizzontale. In seguito per separare i blocchi si innestano con una mazza cunei in ferro e successivamente facendo leva con pali metallici o inserendo altri cunei nelle fratture dei vari strati. Con mezzi meccanici di grandi portate si procede al trasporto in cava mentre il trasporto verso le varie segherie avviene a mezzo autocarro. Nelle segherie i blocchi estratti vengono segati e lavorati da telai meccanici, monolama o multilama, a miscela di sabbia ed acqua. Le dimensioni massime tipiche della pietra di Trani sono 4,50 m x 1. La pietra di Trani negli anni ha trovato le più svariate applicazioni in costruzioni civili ed in complesse strutture architettoniche. Attraverso varie lavorazioni la pietra può essere lucidata, martellinata, bocciardata, spazzolata, anticata o infine levigata per colonne, capitelli, stipiti, mensole, pavimenti, cordoli, cornici, scalini, bolognini, soglie ecc. Il materiale impiegato è un materiale da costruzione tipico del territorio tranese sino alla Murgia , dell'attuale parco dell'alta murgia retrostante inteso quale tufo calcareo diverso dal tradizionale marmo per una sua maggiore facilità lavorativa.

Il momento di punta delle attività estrattive della Pietra di Trani può farsi coincidere con il periodo delle Crociate, ed in particolare della IV Crociata e del transito a Trani oltre che della sindone, di maestri scalpellini di origine francese ed il rientro dalla Terrasanta dopo aver lavorato alla realizzazione del Santo Sepolcro e di altri monumenti sacri a Gerusalemme come nei luoghi della cristianità in medio oriente. Tale attivo fervore costruttivo importò lo sfruttamento delle cave di Trani per la realizzazione della Cattedrale di Trani come delle altre chiese storiche di Trani e del quartiere ebraico come la stessa Sinagoga realizzata in Pietra di Trani. Da ricordare come si parli già della pietra di Trani in documenti di archivi notarili del 1500 per opere sacre e di grande rilevanza artistica. Pietra quindi utilizzata per edifici come la chiesa di Nazareth a Barletta, le cattedrali di Trani , Bari, Barletta e Bitonto; presente anche nel molo del porto di Malta, di Alessandria, Porto Said, Taranto, Brindisi, Bari, Rodi Egeo. Negli ultimi 70 anni poi la pietra di Trani ha cominciato ad imporsi nel mercato nazionale, Europeo e mondiale. Importanti forniture sono state effettuate per realizzare le maggiori Banca d'Italia, Banca Nazionale del Lavoro, per gli edifici pubblici, per il palazzo dell'acquedotto pugliese, per l'Albergo delle Nazioni, per le caserme dei carabinieri di Napoli, per il Banco di Roma, per le Poste Italiane, per la Corte d'Appello, per il palazzo dell'amministrazione Provinciale. A Taranto il palazzo del Demanio, il Monumento ai Caduti, il Sanatorio; il Palazzo delle Poste a Pescara; il cinema Manzoni e l'albergo Magnin a Milano; a Messina la stazione ferroviaria; ancora il Palazzo delle Poste ad Imperia; a Brindisi il Monumento al Marinaio; il Palazzo del Comune di Gela. Mentre a Roma forniture per L'Excelsior, per il Quirinale e moltissimi altri edifici sia pubblici che privati; a Foggia il Grattacielo, le Poste, ; a Bologna l'Università degli studi di Chimica e Biologia; ed infine ma non ultime forniture in tutte le maggiori capitali europee Parigi, Berlino, Londra, la Sede della Regione Puglia a Bruxelles.